PRESERVA IL TUO DNA COL MOVIMENTO
È ampiamente documentato che l’attività fisica è un elemento chiave per mantenere un buono stato di salute a qualsiasi età della vita: il movimento favorisce un migliore accrescimento del bambino, tiene lontane le malattie nell’età adulta e preserva l’indipendenza funzionale in età avanzata, con effetti positivi su vari fattori psicologici e sulla qualità della vita in generale.
Ma oltre a questo un recentissimo studio pubblicato nei giorni scorsi sulla prestigiosa rivista “Jama” da un gruppo di ricercatori di diverse Università americane e che ha seguito 4.840 persone per oltre 10 anni, ha ribadito anche i positivi effetti dell’esercizio fisico sulla durata della vita e sulla mortalità per tutte le cause.
Nello studio, che ha confrontato adulti che facevano 4.000 passi al giorno con altri che ne facevano 8.000 e 12.000, è stato riscontrato un rischio del 65% più basso di mortalità per tutte le cause in chi faceva quotidianamente più passi, mentre per chi aveva camminato per 8.000 passi al giorno il rischio è stato del 51% più basso rispetto a coloro che ne avevano fatti 4.000.
Sempre dallo studio è emerso anche che camminare più velocemente non apporta ulteriori benefici, solo la maggiore distanza percorsa è infatti apparsa collegata con una maggiore longevità ed in particolare a tassi di mortalità più bassi per cancro e malattie cardiovascolari. Pur essendo tutti i tipi di esercizio fisico vantaggiosi per la salute, non tutte le attività sembrano però avere lo stesso ruolo in termini di longevità.
Un altro recente studio condotto da ricercatori dell’Università di Lipsia, in Germania e pubblicato sull'”European Heart Journal” ha messo in evidenza come corsa, nuoto, sci di fondo, ciclismo e l’High Intensity Interval Training (un allenamento misto in cui c’è l’alternanza di periodi di esercizio anaerobico breve e intenso a periodi di recupero), tutti sport in cui viene richiesto uno sforzo fisico prolungato e una resistenza alla fatica, possano aiutare a invecchiare meglio e a prevenire l’insorgenza di malattie cardiovascolari, rispetto ad altri sport di tipo anaerobico come il sollevamento pesi o il body building.
Un altro studio clinico che ha invece confrontato otto diversi sport ha rilevato che giocare a tennis comporta una aspettativa di vita superiore di 9,7 anni rispetto a chi è sedentario così come anche chi balla o fa ginnastica acquisisce notevoli vantaggi sia per quanto riguarda la mortalità per tutte le cause sia per quanto attiene al rischio cardiovascolare.
Ma con quali meccanismi agisce l’attività fisica nel favorire l’aumento della vita? Il vantaggio sembra sia legato ad un minore accorciamento dei telomeri da parte di chi pratica attività fisica. I telomeri sono la parte finale del nostro Dna: man mano che l’organismo invecchia, i telomeri si accorciano progressivamente e dalla loro lunghezza si può valutare l’aspettativa di vita.
Questo processo di accorciamento viene regolato da diverse proteine, tra cui l’enzima telomerasi, che viene attivato dall’attività fisica svolgendo un’azione rigeneratrice, riallungando i telomeri e mantenendo così più integri i nostri geni.
Ma praticare attività fisica e sport va ben oltre la possibilità di vivere più a lungo, consente anche di divertirsi migliorando la propria salute riducendo il rischio di obesità, malattie cardiache, diabete di tipo 2 e quasi tutti i tipi di tumore, migliorando l’umore e il sonno ed aumentando i livelli di energia.
Ovviamente per evitare danni i carichi di lavoro dovranno essere graduali e l’esercizio fisico andrà programmato sulla base delle proprie condizioni fisiche, dell’età, del grado di allenamento e dopo una attenta valutazione medico sportiva.







