RALLENTA IL DECADIMENTO DEL CERVELLO COL MOVIMENTO

Una attività fisica regolare abbinata ad una corretta alimentazione e a sani stili di vita è in grado di contrastare efficacemente anche il decadimento cerebrale.

Secondo le stime dell’Organizzazione mondiale della sanità i casi di demenza sono attualmente circa 50 milioni, di cui 10 milioni in Europa, con una prospettiva di triplicare entro il 2050. In Italia l’Istituto superiore di sanità valuta in 1 milione le persone affette da demenza, mentre circa 900 mila sono affette da una condizione a rischio, definita deficit cognitivo lieve.

Fino a poco tempo fa si riteneva che la malattia, causata dal deposito nel cervello di una sostanza tossica per le cellule nervose (l’amiloide), fosse inarrestabile ed inguaribile visto anche la scarsa efficacia dei farmaci attualmente disponibili, in grado solo di ritardarne l’evoluzione.

Le recenti linee guida pubblicate dall’Organizzazione mondiale della sanità “Risk reduction of cognitive decline and dementia” aprono invece la strada alla speranza definendo in maniera chiara come fermare la demenza, prevenire e rallentare il decadimento cerebrale. Attività fisica regolare ed uno stile di vita sano sono indicati chiaramente come strategie efficaci per contrastare la patologia unitamente all’individuazione precoce, al controllo e alla cura, di alcune delle patologie attualmente più diffuse quali l’ipertensione, l’obesità, il diabete e la sindrome depressiva.

I primi sintomi della demenza sono a volte subdoli e fra questi la difficoltà a riconoscere e ricordare i volti, la perdita progressiva di lucidità mentale, il calo dell’interesse per la lettura, la difficoltà a seguire i film dalla trama complicata, la diminuita capacità di ricordare quanto si legge o si ascolta, l’impoverimento del vocabolario, la crescente ansia riguardo alla guida dell’auto e alle strade da percorrere, la difficoltà a ricordare gli appuntamenti e le lingue straniere, le interruzioni del sonno.

Di fronte a questi sintomi, spesso aggravati dall’isolamento sociale, è fondamentale la diagnosi precoce e vanno subito aboliti i fattori in grado di favorire l’infiammazione come il fumo, un consumo eccessivo di alcool, una alimentazione non corretta o l’esposizione a sostanze tossiche come metalli o veleni prodotti da microorganismi come funghi o muffe.

Sono queste le principali minacce che scatenano nel cervello una risposta protettiva che porta alla produzione dell’amiloide, la sostanza tossica che rappresenta la causa della demenza.

Un programma regolare di attività fisica è in grado di esplicare molteplici positive funzioni per la salute del cervello, riducendo la resistenza all’insulina (che svolge un ruolo importante nella progressione del morbo di Alzheimer), aumentando le dimensioni dell’ippocampo (area fondamentale per la memoria e soggetta a riduzione di volume nella demenza), migliorando la circolazione, riducendo lo stress (importante fattore scatenante l’infiammazione che a sua volta promuove l’Alzheimer), migliorando il sonno e il buon umore, entrambi necessari per la salute del cervello.

Una dieta di stampo mediterraneo ricca di verdure, di pesce meglio se fresco, di olio extravergine di oliva, di uova da galline ruspanti, abbinata a cerali integrali e poche porzioni di carni di buona qualità unitamente ad una vita sana all’aria aperta in ambienti poco inquinati potranno inoltre contribuire a migliorare le funzioni cognitive.